Il bilancio del 2017 – 2a parte

La podistica è una “gara”.  E in quanto tale, prevede una buona dose di competizione, soprattutto là davanti dove i “top runner” sgomitano. Dietro, nel “gruppone”, la gara è con l’amico oppure con se stessi, una scommessa senza pretese per vedere quanto ci metti, se riesci a migliorarti, se quello che hai mangiato la sera prima l’hai digerito. E comunque vada il premio non te lo toglie nessuno, dalla bottiglia di vino al pacco di pasta, fino alla t-shirt tecnica, oppure (più raramente) la medaglia.
Per noi, la podistica è soprattutto una gita fuori porta, con un pizzico di adrenalina.

Dalla Strarimini in poi, elaborata e metabolizzata la paura dell’infortunio (perchè il fattore “testa” conta parecchio), la prospettiva cambia. Appena smetti di concentrarti sui problemi quotidiani, fisici e non, si (ri)apre una porta verso una dimensione di cui si è persa memoria. Non è una finestra dalla quale osservare, ma una porta da oltrepassare, per tornare nella dimensione del gioco appagante e riposante. Una sensazione che si prova soprattutto quando si è bambini. E lo fai con gli amici, quelli che condividono con te le stesse sensazioni. E non importa se di questi amici spesso non conosci il nome. Sono comunque individui con cui percepisci di avere tanto in comune, e questo basta per sentirli “vicini”. E poi, ovviamente, ci si mettono anche le endorfine che produciamo correndo, ormoni che ci fanno “star meglio”: più ne vogliamo più dobbiamo correre, e più corriamo più ne produciamo.

Così ad ogni podistica ho avvertito un progressivo miglioramento. Avevo oltrepassato quella porta.

Fisicamente, il cambio di marcia è stato fra luglio e agosto: uscite frequenti di 10/12 km nella pausa pranzo a 35°C sul lungo mare con Stefano, e per un paio di settimane a Valencia. Si, lo so che a luglio alle 13:00 con il sole che “picchia” non fa bene correre. Però se lavori e hai famiglia, non hai molte alternative. E poi la fascia oraria serale è già “prenotata” da Andreina, ed alzarsi alle 5:30/6:00 del mattino non se ne parla proprio. A settembre il riscontro cronometrico alla Run Tune Up di Bologna. A novembre la Maratona di Ravenna , esattamente ad un anno di distanza dei primi timidi tentativi con le scarpette da ginnastica. In mezzo tante podistiche. Abbiamo chiuso dicembre con 3 “uscite”: la Mezza di Voltana, la Maratonina di Santa Lucia e la Podistica di Natale a RSM. Facendo una botta di conti fra Runtastic e il Garmin, nonostante gli stop per infortuni vari abbiamo corso circa 2300km di cui circa 1000 negli ultimi 4 mesi.

Qual è il senso di tutto questo questo? Io non me lo chiedo mai, non serve perché lo so e basta. Nel momento stesso in cui dovessi chiedermelo tutti questi km perderebbero senso. Ognuno ci può trovare quello che vuole. Ma se lo fai è perchè ti piace, altrimenti te ne stai a casa giocare alla playstation.

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