Giulietta e Romeo Half Marathon – Verona

Ci siamo iscritti a questa gara mesi fa, proprio all’apertura delle iscrizioni: costava poco, il calendario di febbraio era un po’ povero qui in zona e poi era da tanto che non tornavo a Verona e mi faceva piacere rivederla. Purtroppo il treno è in ritardo e arriviamo a Verona col buio, giusto il tempo di andare a ritirare il pettorale al palazzetto vicino al Bentegodi, sentire i cori da stadio della partita del Chievo e si torna in albergo trotterellando. Piove, fa freddo ma non troppo… Pizza con l’amico veneto Nicola e poi a nanna. La mattina andiamo a fare colazione e non piove, anche se è umido e un po’ più freddo della sera prima. Scarpe, giacca, sacca e siamo sulla navetta che ci riporta al palazzetto dove ci sarà la partenza. La gente è tranquilla, rilassata, si sentono racconti di altre gare, fatti con accenti diversi. Il palazzetto è pieno anche perché fuori è ancora freddo e ogni tanto scappa qualche goccia. Tante foto, tanti selfie e finalmente si va alle griglie: alle 10 si parte. Samuele è leggermente infortunato e ha deciso di correre la gara con me, e quindi ci godiamo insieme le strade di Verona: monumenti molto belli, gente calorosa, gruppi che suonano e ci fanno un po’ di compagnia. Il percorso non è semplice, ci sono molti falsi piani, passiamo diversi ponti, ma l’atmosfera è ottima. Verso la fine sono molto stanca, il raffreddore e la mezza frebbriciattola avuta in settimana non hanno giovato al mio allenamento che è stato scarso. Ma il giro dell’Arena, che sono poi gli ultimi metri, è strepitoso anche se tutti si domandano “Ma quanto è grande st’arena?”. Alla fine arriviamo mano nella mano, che alla GIulietta e Romeo Half Marathon mi pare d’obbligo. Sto ancora sotto le due ore, il Garmin segna 21km e 590 m, un bel pezzo in più dei 21km e 097 metri canonici. Ma alla fine l’abbiamo portata a casa e abbiamo la medaglia al collo, cosa si può volere di più?… Ah sì, subito al ristoro e poi una lunga doccia. Verona mi è piaciuta, tornerò.

Alla partenza

 

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