Ten Miles – Rimini, 29 aprile 2018

[Andre] Anche quest’anno è arrivata la gara regina di casa, la Rimini Marathon. Ma avendo io ancora poca testa per affrontare 42 km di corsa, mi faccio la Ten Miles, per un totale di 16,090 km. Il sabato ci raggiungono Jessica e Matteo direttamente dai Bergamo Runners, e staranno con noi per il ponte. La sera cena leggera in previsione soprattutto della Maratona che dovrà fare la più piccola del gruppo. La mattina non c’è bisogno di fare un’alzataccia, possiamo uscire di casa alle 8 perché la partenza è solo a un paio di km di passeggiata da casa. E’ già caldo, ma il cielo è nuvoloso, e speriamo che il sole rimanga lì dov’è. All’Arco c’è un sacco di gente coi pettorali colorati, che indicano le posizioni nella griglia di partenza. C’è musica, si canta, si balla e alle 9.15 partono i maratoneti. Noi partiamo 15′ dopo e ancora il sole è ben nascosto dietro le nuvole. Giro in città vicino al Castello Malatestiano, passaggio polveroso nel parco, ponte di legno e finalmente l’asfalto, ma mi sento già stanca dopo 4 km. Al quinto, dopo il sottopasso, ricordo bene che c’è il primo ristoro e infatti eccolo lì e mi fermo a bere acqua per riprendermi, ed in effetti va meglio. Si passa per le stradine di Viserba, la gente ci guarda incuriosita: siamo tantissimi, i bambini sono sempre i più entusiasti. Finalmente si arriva sul lungomare, che io adoro, ma il sole ha la bella idea di uscire da dietro le nuvole ed è veramente caldo. Vedo in lontananza il ristoro che, invece di avvicinarsi, sembra allontanarsi; bevo sali e acqua, ma mi dimentico di bagnarmi la testa e il sole continua a picchiare, nonostante siano solo le 10.30. Fine del lungomare e giro a destra per risalire lungo il Marecchia e mi faccio una breve camminata all’ombra per riprendermi dal sole in faccia. In zona San Giuliano c’è lo spugnaggio: ne afferro una gialla, mi bagno la testa e me la tengo in mano fino alla fine, così posso sia bagnarmi sia asciugarmi. Risaliamo la sinistra del porto e arriva la deviazione: a sinistra la maratona, che proseguirà fino a Riccione e ritorno e diritti noi della TEN. Ci mancano meno di 2 km ma, alla prima ombra, mi faccio un’altra camminatina e poi riparto. Via Marecchia, ponte di Tiberio e tutto il Corso in un fiato, con l’Arco che si avvicina sempre più. Ormai il sole non può più fermarmi e arrivo: 1h 29′ e spiccioli. Ci tenevo a stare sotto l’ora e 30′ e ce l’ho fatta, anche se durante alcune mezze maratone avevo fatto pure meglio, ma il clima era veramente proibitivo. Dopo 3h e 41′ di gara arriva anche Jessica che è sfinita, ma con calma si riprende e andiamo tutti e quattro a mangiare la piada e a bere la birra che ci spettano. La giornata finisce in spiaggia, anche se il sole è andato via (poteva farlo prima eh?). La sera abbiamo tutti le spalle bruciate e il segno della canottiera sulla schiena: speriamo che se ne vadano presto!! Ci diamo appuntamento con i nostri ospiti per una prossima gara, forse la Maratona di Ravenna… vedremo. Per ora siamo tutti soddisfatti! 

[Sam] Per me è stata la gara della ri-partenza. L’obiettivo era stare fra 4:40 e i 4:50 al km e “stressare” in modo prolungato (e con le dita incrociate) il polpaccio destro. Fino a 4 mesi fa l’obiettivo era la maratona; poi ovviamente tutto è sfumato con l’infortunio. E fino ad un mese e mezzo fa anche la Ten Miles era in dubbio. Senza allenamento e con tempi di recupero ancora da valutare pareva difficile la partecipazione. Sembrava invece scontata l’iscrizione alla Family Run.
Invece Michele, il fisioterapista, ha fatto un lavoro eccellente nonostante lo “sbrego di 3 cm” (così ha definito lo strappo dopo aver guardato l’ecografia) permettendomi un recupero i tempi più brevi del previsto.
Parto con Stefano che mi tira per 5km ad un ritmo ancora al di sopra delle mie possibilità. Così lo saluto e cerco il passo ideale. Fa caldo, ma noi facciamo pure le ripetute all’ora di pranzo, così sopporto adeguatamente il sole. Tengo il passo e sfrutto un paio di spugne infilandole sotto la canottiera, sulla pancia e sulla schiena.
Entrando nella via Marecchia, dove abitano i miei, quando mancano un paio di chilometri all’arrivo, scorgo mio babbo e Claudia sulla porta di casa. Claudia stava aspettando che passassimo io e Andreina. Mi sbraccio ma non mi vedono. Quando sono a pochi metri Claudia per qualche motivo rientra in casa. Mio babbo all’ultimo momento se ne accorge e prova a richiamarla mentre io rallento e quasi mi fermo davanti alla porta di casa. Attendo qualche secondo e poi riprendo il passo. Saprò dopo che Claudia era rientrata per mettersi una maglietta su richiesta del nonno, il quale poi si è preso una sgridata proprio da Claudia per averla allontana nel momento in cui stavo passando.
Terminata la via Marecchia passo sul Ponte di Tiberio ed imbocco il Corso d’Augusto scorgendo l’Arco in lontananza. I 500 metri del Corso sono infiniti. Non è la maratona ovviamente e ne ho corsi solo 16 di km, ma il caldo si fa comunque sentire. Posso solo immaginare quello che stanno sopportando oggi i maratoneti. Ma in fondo al Corso c’è l’Arco, l’Arrivo che tutti ci invidiano….
Risultato finale ufficiale 1:16:58, con un passo di 4:46 al Km, e nonostante la temperatura. Non potevo chiedere di più!
Il resto è tutto uno spettacolo, perchè questa è la Rimini Marathon: una festa che dura due giorni e che regala sempre e comunque tante emozioni e divertimento.
Il prossimo anno non potrò mancare alla distanza regina…

 

 

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