Maratonina del Mare, Pescara 20 maggio 2018

[Andre] Pescara è una bella città sul mare che raggiungiamo col treno insieme a Claudia. Ci ospita Andrea che ci fa da cicerone e ci fa conoscere le bellezze e il cibo locali. La sera ci raggiungono pure i suoi figli così Claudia può giocare e divertirsi. Il mattino ci accompagnano allo stadio non lontano dalla casa di Andrea e ci lasciano in mezzo a una marea colorata di gente. Siamo più di 3000 persone provenienti da diverse parti d’Italia. Entriamo nello stadio Adriatico per andare in bagno e vedere l’arrivo. Fa già caldo e la cosa mi preoccupa un po’, memore della maratonina della domenica precedente. Prima della partenza salutiamo Raffaele, “pirata” di Bari che fa parte del gruppo Facebook di runner come noi “Anche oggi si corre domani”. Ci si raduna in griglia che fortunatamente è all’ombra e finalmente si parte. Bella atmosfera, prima parte di gara sul lungomare col sole alle spalle, quindi bene. Si costeggia il porto canale, si supera il ponte della superstrada e si entra in centro. Fortunatamente, col sole basso, i palazzi ci fanno ombra. Dopo un lungo rettilineo si gira in una delle vie centrali di Pescara, dove c’è molto pubblico che ci fa il tifo, musica e soprattutto il ristoro. Si ritorna sul porto canale, si passa sul ponte rappresentato sulla medaglia, e si passa sotto la superstrada, dove non solo c’è ombra, ma è pure relativamente fresco. Passati vicino al Ponte del Mare si fa un altro lungo tratto di lungomare sotto al sole, ma i punti di ristoro sono ben forniti e non troppo lontani l’uno dall’altro, così ci si può rinfrescare. Arrivati nei pressi dello stadio, si riparte per un altro giro uguale al primo. Il secondo giro è un po’ più caldo, dove prima c’era ombra, ora è arrivato il sole, ma il tratto sotto la strada è ancora ombreggiato e fresco. Ho tenuto un ritmo abbastanza regolare, ho sempre bevuto e mi sono sempre bagnata la testa, quindi finisco il secondo giro senza grosse difficoltà, tranne una breve sosta per allungare un polpaccio che ha cominciato a farmi male. Prima di entrare allo stadio, nei pressi dell’ultimo ristoro, mi fanno un bel gavettone gelato (dopo aver avuto la mia autorizzazione). In effetti non me l’aspettavo così freddo, però mi dà l’ultima scossa. L’arrivo è bellissimo: si entra allo stadio e si percorrono gli ultimi 120 metri in pista, sotto la tribuna. Mi cimento pure in una pseudo volata e il mio cronometro si ferma sulle 2h01′. Mi prendo la mia meritata medaglia, il pacco ristoro e raggiungo Samuele sotto una  gradinata all’ombra. Ci vengono a riprendere per andare a mangiare un bel timballo fatto dalla mamma di Andrea, relax in giardino e si ritorna a casa tutti contenti: per l’ospitalità, per la gara (noi) e per aver giocato tutta la giornata (Claudia). Mi piacerebbe tornare, l’unica pecca è che spesso questa maratonina coincide con la Strarimini ed è sempre bello correre “in casa”. Staremo a vedere.

[SAM] Avete “tradito” la Strarimini per la stracittadina di un’altra città”, qualcuno potrebbe pensarlo ma non è così. Intanto Pescara non è proprio dietro l’angolo (e quindi non la si può considerare una “concorrente”) e poi gareggiare fuori casa trasmette sempre sensazioni vagamente “esotiche”. Correre  a Rimini è sempre emozionante, ma affacciarsi su percorsi lontano da casa è fonte di stimoli nuovi.
L’occasione si è presentata grazie all’invito di Andrea che ci ha ospitato a casa sua. Per di più a neppure 1km dalla partenza. E per non farci manca nulla, questa volta abbiamo al seguito anche Claudia che durante la gara rimane in tribuna presso l’arrivo assieme ai figli di Andrea. Dopo la Maratonina dei Laghi sono piuttosto galvanizzato e voglio confermare un
tempo sotto 1h40m. Ma il fattore “caldo” è sempre in agguato. Il percorso è bello e si snoda fra lungomare e città. L’organizzazione è eccellente. E il caldo… il caldo è quello che è. Parto con l’intenzione di tenere un ritmo fra i 4:30 e i 4:40. Ma al 16° km, con il sole a picco scoppio! Cerco l’ombra e mi appoggio ad un muretto. Erano 2 km che attendevo la botta. Troppo caldo, mi sento disidratato. Un runner mi allunga una bottiglietta d’acqua e lo ringrazio mentre riparte. Mi faccio forza e riprendo. Sento i brividi, segno che sono alla frutta. Alla fine la chiudo in 1:43. La mia faccia nella foto a pochi metri dall’arrivo, anche se mascherata dagli occhiali, la dice tutta sulla sofferenza degli ultimi km. Per riprendermi mi servono 10 minuti all’ombra della tribuna dello stadio ed un paio di litri d’acqua. Mi metto a chiaccherare con altri runner stravolti ed aspetto Andre, che arriva sorridente e fresca. A parte il caldo, la gara è bella e ben organizzata, con ristori necessariamente numerosi. Concludiamo la mattinata a pranzo dai genitori di Andrea che ci rifocillano e ci “coccolano”.

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