Il giorno prima del Cima Tauffi Trail 60K – 4000D+

[Sam] Ci siamo! Domani correrò finalmente la mia prima Trail: 60km con 4000m di dislivello positivo. E capirò così se l’entusiasmo che mi ha spinto a prepararmi fisicamente e mentalmente per questo obiettivo sarà lo stesso che proverò in gara, al netto della fatica e delle difficoltà che posso solo immaginare. Avrei potuto scegliere il percorso da 35km, ma l’entusiasmo che mi ha accompagnato nella preparazione negli ultimi mesi ha solleticato oltre ogni ragionevolezza il desiderio di spostare un po’ più in alto l’asticella. Così, mentre concludevo l’iscrizione al Cima Tauffi, nella tendina del percorso senza alcuna premeditazione invece di 35km, ho scelto 60km. Un azzardo? Sicuramente… in realtà l’unico timore è stato quello di doverlo dire ad Andre. Già non aveva completamente realizzato che stavo per iscrivermi ad una trail, tantomeno di 60km. Il disappunto è stato piuttosto evidente, ma nella sua immensa pazienza, alla fine ha compreso e mi ha pure aiutato nella preparazione. Fra le recenti amicizie su facebook, ho amici per i quali 60km sono quasi ordinari, e 100km una distanza misurata più di una volta. Per me invece 60km sono una novità. .Al massimo mi sono spinto ai 42 della maratona, su strada (regolare, lineare, senza salite). Questa è una gara che, pur non avendo ancora fatto, mi sta già trasmettendo sensazioni nuove. Innanzitutto ho fatto la preparazione da solo. Ho provato a convincere Stefano, ma non è andata bene. Per lui esiste solo una gara regina, la maratona. Quando ho preparato Ravenna lo scorso anno, abbiamo corso assieme tutti i lunghi e l’unica volta in cui mi sono ritrovato da solo a farne solo 25 al termine della preparazione, è stato un supplizio. Quindi mi son dovuto adattare. Ma avremo tempo di preparare assieme le maratone di autunno. Intanto però la fascia oraria nella quale posso uscire (pranzo) è scomoda per molti ed ho quindi faticato a trovare qualche occasionale “collega”. Allora ho letto manuali e soprattutto guardato video sulla preparazione alle trail. Ho anche approfittato della disponibilità di alcuni ragazzi della Rimini Marathon per avere consigli. Poi Luca Casadei mi ha gentilmente iscritto ad un gruppo su whatsapp, ed è stata una “scoperta”: mi ha permesso di affacciarmi su una realtà in cui non è necessario fare domande in quanto tutto ciò che c’è di utile da sapere è l’argomento stesso delle conversazioni. Anche e soprattutto lo spirito della trail. Fondamentale. Allora ho chiesto l’amicizia su facebook a ciascuno del gruppo (quando era possibile capire a chi corrispondesse il nickname) ed il contatto sul Garmin (con le medesime difficoltà). Ho letto i racconti, guardato i percorsi su GPS ed osservato le foto dei paesaggi e delle facce, ed ho avuto un assaggio delle emozioni che si provano nel portare a termine gare tanto lunghe su percorsi tanto impervi.
Alla fine però una chiacchierata diretta con il “Coach” – Luca Casadei – è stata fondamentale per chiarire gli ultimi dubbi e risolvere le ultime mancanze del “kit”. Un’altra novità è che Andre non ci sarà. Io e Andre corriamo assieme perchè ci divertiamo assieme. In gara corriamo separati, ma abbiamo un nostro rituale di preparazione della podistica: io preparo la colazione e lei fissa i pettorali, io preparo le borracce dei sali e gli snack e lei le borse con i cambi il bagnoschiuma e le ciabatte etc. Andre non ci sarà perchè in contemporanea c’è Riminicomix durante il quale Claudia vorrà mescolarsi ai cosplay e comprare gadget di ogni genere: è necessario quindi che almeno un genitore sia presente (certe cose i nonni non possono capirle). Ma anche se avesse potuto probabilmente non sarebbe comunque venuta perchè non le piace la trail e non le piace la montagna. Ed ecco un’altra novità o meglio ancora un’anomalia: anche a me non è mai piaciuta particolarmente la montagna, eppure è proprio l’idea di fare una corsa nella natura su un sentiero irregolare, difficile, con salite e discese che ti spaccano le gambe, che mi attrae e che mi ha stimolato fino a decidermi di provare a farlo veramente.

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